Immobile venduto all’asta e debito residuo: cosa fare? 

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Generalmente, quando un immobile è in vendita all’asta, si tende erroneamente a pensare che con la sua compravendita si estingua automaticamente il debito. Purtroppo, nella realtà dei fatti, le cose non sono sempre così: molto spesso il ricavato non è sufficiente per ricoprire l’intero ammontare dell’importo dovuto al creditore. Ci si ritrova così senza immobile, ma comunque con un debito residuo da saldare. 

Il debito continua a crescere anche se non si è più proprietari della casa. 

Casa all’asta: cos’è il debito residuo

Quando una casa viene venduta all’asta, il profitto potrebbe essere inferiore al prezzo del debito totale che il debitore ha con la banca o con lo Stato. Questo accade perché, nelle aste, il prezzo di vendita dell’immobile è spesso ribassato rispetto al valore reale che avrebbe sul mercato. 

La parte della somma che non si riesce a coprire con la vendita all’asta prende il nome di debito residuo

Analizziamo la situazione facendo un esempio concreto: 

● si ha un debito di 200.000 euro;

● la casa viene venduta all’asta a 95.000 euro;

● rimangono ancora 105.000 euro di debito da pagare;

Questa parte restante di denaro dovuto sarà il debito residuo. 

In questa situazione il problema economico persiste anche con la vendita dell’mmobile poiché nella maggior parte dei casi i creditori (es. Agenzia delle Entrate o banche) pretenderanno, tramite sanzioni,interessi o ulteriori pignoramenti, la somma a loro dovuta. 

Cosa succede alla parte di debito non estinto? 

Il debito residuo quindi nasce perché il bene immobile viene preso solo come garanzia parziale, e non totale del debito complessivo. Successivamente alla vendita giudiziaria,il tribunale spartisce il ricavato tra le varie parti creditizie seguendo delle regole di prelazione: 

1. Per primo viene ripagato il creditore che ha un’ipoteca iscritta sull’immobile, solitamente la banca che ha deliberato il mutuo. 

2. Successivamente si passa a saldare eventuali debiti con enti che hanno privilegi legali, ad esempio il Comune,l’Agenzia delle Entrate o il condominio, se presente.

3. Infine, se dal totale avanza qualcosa, si pensa a ripagare eventuali creditori chirografari, ovvero senza alcuna garanzia reale.

Se la somma totale però non dovesse bastare a soddisfare tutte le parti in causa, il debito residuo resta a carico del debitore. 

Questo debito non cessa automaticamente né viene abbonato, anzi, i creditori come il fisco o gli enti pubblici hanno il diritto di recuperarlo anche dopo diversi anni. 

Debito residuo: chi ne risponde e come evitare altri pignoramenti 

Non importa se l’immobile non è più di proprietà del debitore: il debito residuo continua a restare attivo e, per legge, può essere comunque richiesto dai creditori. 

Se la situazione debitoria non viene risolta, si può andare incontro a nuovi pignoramenti. I creditori possono infatti rifarsi su: 

Controcorrente, prelevando le somme disponibili 

Stipendio, chiedendo al datore di lavoro di trattenerne una parte ogni mese

Pensione, anche minima, chiedendo all’INPS di trattenerne una quota mensile

● Eventuali altri beni immobili 

Se la vendita della casa all’asta non è riuscita a coprire per intero il debito, i creditori potranno continuare a pretendere di essere soddisfatti e a colpire i tuoi beni,anche futuri, e il tuo reddito. 

È anche importante ricordare che, in caso di decesso del debitore, il debito può trasferirsi agli eredi, ma solo se questi ultimi accettano l’eredità senza avvalersi del beneficio d’inventario. In assenza di questa tutela, infatti, gli eredi rispondono dei debiti del defunto con il proprio patrimonio. 

Le conseguenze psicologiche 

Spesso, in queste situazioni, il debitore finisce intrappolato in un vortice di emozioni e pensieri negativi difficili da controllare. Vergogna, rabbia e paura del giudizio alimentano un senso di rassegnazione profonda, fino a far credere che non esistano più vie d’uscita. In questo stato mentale, il corpo inizia a manifestare segnali evidenti del disagio psicologico: insonnia, tachicardia, una costante sensazione di allarme, disturbi gastrointestinali e persino attacchi di panico. Sono tutti campanelli d’allarme che rivelano un crollo interiore e non vanno ignorati. 

Come si può agire? 

Fortunatamente, esistono azioni concrete che si possono mettere in pratica per cercare di prevenire il peggio. Vediamo alcuni esempi: 

1. Saldare a saldo e stralcio, ovvero proporre al creditore una somma di denaro ridotta per saldare il debito bonariamente. Se il saldo viene accettato la situazione si chiude definitivamente.

2. Richiedere una rateizzazione del debito residuo per bloccare temporaneamente nuove azioni esecutive, tutto ciò facendo attenzione alle scadenze. 

3. Accedere alla legge sul sovraindebitamento, ovvero una procedura di cancellazione del debito che, a determinate condizioni, permette di sospendere eventuali pignoramenti, congelare interessi e sanzioni e richiedere al giudice un piano più sostenibile in base alle capacità economiche del debitore. 

Le nostre opportunità 

Noi di Debito Casa siamo al tuo fianco per affrontare situazioni come questa. Grazie ad un’analisi preliminare della tua situazione debitoria possiamo proporti le giuste opportunità per evitare il dramma dell’asta e la vendita della tua casa ad un prezzo inferiore, riuscendo a chiudere il debito definitivamente. 

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