Custode giudiziario: quando viene nominato e perché

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La nomina del custode giudiziario costituisce uno degli indizi più chiari dell’avvenuto avvio di una procedura di pignoramento immobiliare. Quando il giudice introduce questa figura, significa che l’immobile è entrato nella sfera di controllo del tribunale e che la vendita all’asta non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità concreta. Per comprendere appieno questo passaggio, è utile approfondire come funziona un’asta immobiliare e perché viene indetta, così da avere un quadro chiaro delle fasi successive della procedura.

Il custode giudiziario non svolge un ruolo simbolico: è il responsabile della gestione dell’immobile, della sua conservazione e dell’esecuzione delle disposizioni impartite dal giudice fino alla conclusione della procedura. Conoscere quando viene nominato, chi può ricoprire questo incarico e quali obblighi comporta è essenziale per evitare comportamenti errati che possono aggravare la situazione. 

Vediamo più nel dettaglio il funzionamento, la durata e le conseguenze della custodia giudiziaria, oltre a indicazioni utili su come intervenire tempestivamente se la procedura riguarda la casa. 

In quale fase viene nominato il custode giudiziario? 

Il custode giudiziario viene designato dal giudice all’interno di una procedura esecutiva, soprattutto quando il bene pignorato è un immobile. La sua nomina avviene dopo il pignoramento e prima della vendita all’asta, con l’obiettivo di garantire che il bene non si deteriori e venga amministrato correttamente. 

Il giudice può procedere alla nomina: 

Contestualmente al pignoramento, se ritiene necessario un controllo immediato; 

successivamente alla trascrizione del pignoramento, quando emergono rischi di abbandono, cattiva gestione o conflitti tra le parti. 

Il custode deve vigilare sull’uso dell’immobile se occupato dal debitore o da terzi, ed evitare comportamenti che possano comprometterne il valore. Nel caso in cui l’immobile fosse locato, il custode giudiziario può anche essere autorizzato a riscuotere i canoni di affitto. 

Chi può ricoprire questa carica? 

La legge prevede diverse possibilità per la nomina del custode: 

● Il debitore stesso, quando il giudice ritiene che sia in grado di conservare l’immobile in modo adeguato fino alla vendita. Questa opzione è frequente se il debitore vive già nell’immobile;

● un soggetto terzo e imparziale, solitamente un professionista del tribunale, come un avvocato, un commercialista, o un esperto di esecuzioni immobiliari, nei casi in cui il debitore non offra sufficienti garanzie. 

Chi è escluso dalla nomina 

Non possono svolgere il ruolo di custode giudiziario : 

I creditori del debitore, per evitare conflitti di interesse; 

● soggetti con interessi in conflitto con le parti coinvolte; 

● persone già note al tribunale per inadempienza e inaffidabilità in ambito giudiziario. 

La scelta spetta sempre al giudice, che valuta imparzialità, competenza e capacità di gestione del soggetto in causa. 

Come si diventa custode giudiziario? 

L’accesso al ruolo di custode giudiziario segue una procedura regolamentata dai tribunali e richiede specifici requisiti professionali e morali, oltre all’iscrizione in appositi elenchi. 

Possono candidarsi a ricoprire la carica: 

Professionisti iscritti ad un ordine, come avvocati, commercialisti, notai o consulenti del lavoro; 

soggetti dotati di qualifica, come amministratori di condominio o tecnici immobiliari, se autorizzati; 

● in alcuni casi lo stesso debitore esecutato, purché considerato affidabile dal giudice. 

I compiti di un custode giudiziario 

Il custode ha il dovere di conservare e amministrare l’immobile pignorato fino alla vendita all’asta, nel rispetto delle indicazioni del giudice. Le principali responsabilità di questa figura includono: 

Vigilanza sull’integrità del bene immobile, prevenendo danni o occupazioni abusive; 

gestione amministrativa dell’immobile, compresa la riscossione e il versamento degli affitti, se autorizzati; 

accessibilità all’immobile, permettendo le visite a periti, delegati alla vendita e altri soggetti incaricati; 

manutenzione ordinaria del bene per preservarne il valore;

rendicontazione periodica al tribunale sull’andamento della gestione. 

Il mancato rispetto di tali obblighi può portare alla revoca dell’incarico e al pagamento di sanzioni da parte del custode. 

Quanto dura l’incarico? 

La durata della custodia giudiziaria non è predeterminata. L’incarico si estende dalla nomina fino alla vendita dell’immobile all’asta o alla chiusura della procedura esecutiva. I tempi della custodia dipendono da diversi fattori, tra cui: 

● Numero e andamento delle aste, che possono risolversi entro pochi mesi o dopo diversi anni; 

● eventuali sospensioni o opposizioni della procedura; 

● complessità dell’iter. 

Di media, la custodia di un immobile può durare da uno a tre anni, ma in alcuni casi anche più a lungo. 

Le regole operative di un custode giudiziario 

Il giudice fornisce al custode un insieme di istruzioni operative che disciplinano la gestione del bene.

Tra gli obblighi principali rientrano: 

● Mantenere l’immobile sicuro e in buone condizioni, intervenendo con manutenzione ordinaria se necessario; 

● garantire l’accesso controllato ai soggetti autorizzati, secondo le disposizioni del tribunale; 

gestire le utenze essenziali (luce, acqua, gas) per preservare la vivibilità dell’immobile ed evitare morosità; 

incassare e depositare eventuali canoni di locazione secondo le indicazioni del giudice, fornendo sempre un rendiconto; 

segnalare immediatamente anomalie o occupazioni abusive; 

inviare relazioni periodiche al tribunale riguardanti lo stato del bene, le entrate e le spese. 

La violazione di queste regole può portare alla revoca dell’incarico e comportare responsabilità civili e, nei casi più gravi, penali.

Il custode giudiziario può vivere nell’immobile pignorato? 

In linea generale, no. Il custode non può abitare nell’immobile pignorato, salvo diverse autorizzazioni concesse dal giudice in casi eccezionali. 

Se il debitore viene nominato custode e già vive nell’immobile, può continuare a farlo, ma deve attenersi scrupolosamente alle disposizioni del tribunale, come consentire le visite a periti, delegati alla vendita o eventuali acquirenti, e non deve concedere l’immobile a terzi senza autorizzazione. 

Chi comunica il primo accesso del custode? 

Dopo la nomina da parte del giudice, il custode giudiziario deve effettuare un primo accesso all’immobile e redigere un verbale dettagliato sullo stato del bene o eventuali problematiche. Questo documento contiene: 

Data e ora dell’accesso; 

stato dell’immobile; 

● eventuale presenza di occupanti o beni mobili; 

documentazione fotografica, se richiesta. 

Il verbale viene trasmesso al giudice ed è fondamentale per la prosecuzione della procedura. 

Chi sostiene il costo del custode giudiziario 

Il compenso del custode giudiziario viene determinato dal giudice in base ai parametri stabiliti dal DM 227/2015, considerando valore e complessità della gestione. 

In prima battuta il costo è anticipato dal creditore procedente il pignoramento, successivamente le somme vengono recuperate dal ricavato della vendita gravando quindi sul debitore. Il custode quindi viene sempre retribuito, a prescindere da come vada la vendita dell’immobile. 

Conclusioni 

La nomina della figura del custode giudiziario indica che l’immobile è già coinvolto in una procedura esecutiva avanzata. Se non si interviene rapidamente, la vendita all’asta diventa l’esito più probabile.

Se hai ricevuto un atto di precetto, una notifica di pignoramento o è stato nominato un custode giudiziario per la tua casa, agire subito è fondamentale. Ogni giorno perso riduce le possibilità di salvare l’immobile. 

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